L'Orto Magno
Un complesso architettonico per la coltivazione delle primizie
Di Massimo Ferrari e Fabio Stratta

Orto Magno

L'Orto Magno è un impianto terrazzato di notevoli dimensioni e fattura, destinato ad uso agricolo e collocabile tra le forme del paesaggio agrario caratteristiche del giardino mediterraneo.
Quest'ultimo trae le sue origini in Sicilia e nella parte meridionale della penisola italiana, sin dai tempi della colonizzazione greca (dal VIII secolo a.C). Comporta un tessuto articolato in appezzamenti chiusi, a colture arboree ed arbustive.
Scalinata Sono le invasioni arabe (VIII-IX sec. d. C.) a dare impulso decisivo a questi impianti con l'introduzione di tutta un nuova serie di coltivazioni, in particolar modo agrumi con le notevoli esigenze tecniche che comportano (opere di sistemazione, irrigazione e difesa del suolo).
Per la Liguria le coltivazioni collegate al paesaggio del giardino mediterraneo trovano notevole impulso dal tardo Rinascimento fino alla metà del XIX secolo, proseguendo poi, su scala minore, sino ai giorni nostri. L'Orto Magno sembra rappresentare l'espressione di elementi sociali capaci di investire ingenti capitali in una scelta produttiva sul genere delle starze: piantagioni arboree ed arbustive chiuse che rappresentano Cisterna maggiore una realizzazione del giardino mediterraneo su vasta scala e rispecchiano la preminenza economica dei loro proprietari; nel periodo tra il XVII ed il XVIII sec., spesso si ritrovano annesse al territorio delle ville signorili, le quali acquisiscono così prerogative produttive, oltre quelle tradizionali di prestigio e svago.
In questo senso il toponimo "Cortese", che designa la zona in cui è situato l'Orto Magno, sembrerebbe avvalorare tale ipotesi.
E' interessante altresì ricordare un passo de "Il barone rampante" in cui, aldilà della materia letteraria, Italo Calvino fornisce importanti indicazioni sul paesaggio agrario della Liguria sette-ottocentesca: "...in quei tempi si cominciavano a vendere bene i limoni, con l'usanza delle limonate zuccherate che si diffondeva nelle classi ricche; e avevano piantato orti di limoni dappertutto...".
In definitiva, l'uso che si desume per l'Orto Magno è quello della coltivazione di primizie, piante che richiedono abbondante approvvigionamento idrico e riparo dai venti freddi. Tale ipotesi è avvalorata anche dalle caratteristiche materiali del manufatto (cinta muraria, sistemazioni del suolo, regimentazione idrica) e dal suo inserimento geologico-geografico (esposizione ottimale all'irraggiamento solare, presenza di fonti d'acqua all'interno dell'impianto). Questo tipo di sistemazione agricola trova riscontro anche in altre località della Lunigiana.

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